Chi sono
E' giunto anche per me il momento delle presentazioni. Mi chiamo Matteo Oldani, sono originario della provincia milanese anche se dal 1999 vivo a Brescia.
Non è poi così facile descriversi ma, se stai leggendo queste pagine, probabilmente abbiamo una passione in comune, dunque partirò da quella: Reiki!
L'incontro/scontro con questa splendida disciplina avvenne in un momento particolare della mia vita.. il momento giusto! Come faccio a saperlo? Semplicemente: perchè ora mi ritrovo a scrivere delle mie esperienze ed a condividere qualcosa che ha rivoluzionato per sempre la mia vita. Ma procediamo per gradi.
Arrivando da una formazione prettamente scientifica, avevo una concezione della vita e dell'universo un po' limitata. Questo non vuol dire che sbagliassi, semplicemente mi accontentavo della fetta più piccola della torta: quella più comoda. Come molti, credevo che le cose succedessero per "caso", e che le nostre possibilità erano molto limitate.. soprattutto quando bisognava dare la responsabilità per le esperienze che si vivevano. Ora puoi capire perchè impiegai un po' di tempo per aprirmi ad una visione della vita che avrebbe rimescolato molte carte e che avrebbe cancellato alcune convinzioni con le quali ero cresciuto..
La prima "picconata" sul muro venne data da una serie di trattamenti Reiki. Una "cervicale tormentante" (N.d.R. è una definizione personale di ciò che mi affliggeva..) mi costringeva a prendere un'aspirina al giorno, fino a quando non provai a ricevere Reiki. Successe l'inspiegabile: al termine di ogni trattamento non avevo più nessun fastidio ed in poche settimane tutto era sparito. Il fatto mi sconvolgeva un po', perchè ero di fronte ad un'evidenza che non potevo ignorare. Iniziai a pensare che forse ci poteva essere del vero in quello che mi veniva raccontato, e ben presto mi ritrovai a seguire un corso di Reiki.
La seconda picconata, quella che iniziò a far vacillare il muro, avvenne nel 2006. L'Associazione Komyo Reiki Kai Italia era appena nata e con Chiara ci trovammo ad avere la possibilità di ospitare il Maestro Hyakuten per una serie di conferenze e di corsi. L'avvenimento che diede un nuovo corso alla mia vita arrivò all'aeroporto di Malpensa e durò solo un istante. Non è facile da spiegare, ma appena il Reverendo arrivò, entrai in contatto con la sua Energia e capii veramente che cos'è la disciplina Reiki. Avvicinarmi a quell'uomo mi infuse un senso di pace e di equilibrio tale da farmi scoprire finalmente il significato di una parola: consapevolezza. Non aveva ancora parlato, non ci eravamo neanche presentati, ma sapevo di avere davanti a me l'esempio di quello che avrei potuto raggiungere grazie al Reiki.. e mi piacque molto! Fino ad allora mi ero semplicemente trattato col Reiki, ed avevo avuto le mie belle soddisfazioni. Il più bello però doveva ancora arrivare, e solo ora iniziavo a comprenderlo.
Esploso l'amore tra me ed il Reiki, iniziai a tormentare di domande il povero Maestro (normalmente in Giappone sono abituati a non domandare, è il Maestro che da gli insegnamenti.. solo che l'ho saputo troppo tardi..). In ogni azione ed in ogni gesto vi era un insegnamento ed una spiegazione. A distanza di qualche anno posso dire che furono i primi dieci giorni della mia nuova vita. Tutto era chiaro e le spiegazioni limpide, ma mancava ancora qualche cosa. Mi sentivo quasi come una barca che voleva partire dal molo, ma che era trattenuta da una fune che non vedevo.. E la fune mi fu mostrata l'anno successivo, quando il Maestro tornò per la seconda volta in Italia e pronunciò la parola "surrender".. che vuol dire resa, cessione, nel senso di abbandonarsi all'universo. Era questo quello che ancora mi tratteneva, non avevo ancora sperimentato il completo abbandono all'Universo. Cercavo sempre di capire logicamente, di dare una spiegazione a quello che accadeva, di avere un riscontro per quello che facevo. Soprattutto cercavo al di fuori di me quello che invece dovevo coltivare dentro. La comprensione non arriva dall'esterno, ma nasce dentro di noi e si sviluppa tramite la consapevolezza. Questa fu l'ultima picconata al muro che mi impediva di iniziare realmente il mio percorso.
Oggi la mia vita è molto cambiata. Ho incontrato tantissime persone eccezionali che si sono rivelate tutte grandi Maestri e che non perdono l'occasione di insegnarmi qualcosa. Ho rivoluzionato il modo di guardare il mondo e so perfettamente che sono l'artefice di quello che vivo, istante dopo istante. Ho la fortuna di poter condividere con molte persone gli insegnamenti che ogni anno ricevo dal Maestro, e da loro ricevo quotidianamente esperienze nuove che mi aiutano a crescere. Ho scoperto tanti altri modi di guardare al mondo: dall'EFT per la liberazione dalle emozioni negative, al sentiero Andino per la consapevolezza del potere personale. Ho coltivato la passione per la comunicazione con noi stessi e con gli altri, scoprendo quanto siamo bravi a limitarci e ad autosabotarci. Oggi cerco di vivere ogni esperienza come un dono ed una possibilità di crescita. Non è sempre facile, ma so anche che è una questione di applicarsi e di.. abbandono all'Universo.